Ho visto una servizio in televisione, forse rai3, forse un anno fa (forse la fabbrica ora sarà chiusa) in cui intervistavano un operaio della fabbrica (vicino Napoli, l’operaio parlava napoletano) che temeva di perdere il posto di lavoro perché dato che non c’era la raccolta differenziata, non arrivava la plastica da riciclare, e la fabbrica avrebbe dovuto chiudere. Ma non ricordo se fosse proprio rai3, presumo di sì. Ricordo invece che saltai sulla sedia perché pensai che gli amministratori si erano mangiati i soldi per fare la fabbrica, conquistato le clientele con i posti di lavoro, che nessuno ne sapeva niente, che intanto Napoli era travolta dalla spazzatura e dalla corruzione, invece di fare la raccolta differenziata, e che quel poveraccio rischiava di perdere il posto di lavoro, quando invece con la spazzatura si potevano creare altri posti di lavoro. Più di questo non so, e forse dovreste andare alla Regione o al Comune per vedere se qualche impiegato addetto, e non corrotto, ne sa qualcosa, evoi mi direte: “e dove lo troviamo?”. Certo che si creerebbe proprio un bel boomerang contro i nuovi profeti delle discariche militarizzate! Cercate di informarvi, che ne verrebbe fuori una bella torta in faccia da sbattere sul grugno di qualche governante, quando meno se l’aspetta. Fanno una fabbrica per riciclare la plastica, ma non la raccolta differenziata! Che razza di buoni propositi sono? E perché non arrivava la plastica da riciclare? Forse perché i militari impedivano alla gente di separare la plastica? Non ne ho parlato sul forum perché le informazioni che ho non sono sufficienti. Ci vorrebbe qualcosa di più preciso che da Roma mi sarebbe difficile ottenere. Perché non chiedete alla redazione di Report o di Anno zero? Forse loro ne sanno qualcosa. Un abbraccio, e siamo tutti chiaianesi!
N.D.R. LASCIO A VOI I COMMENTI... NO AL SILENZIO, DITE LA VOSTRA!
Esclusivo: l'Ue boccia il decreto rifiuti del governo Berlusconi
La Direzione Generale Ambiente della Commissione europea ha bocciato, nella serata di venerdì, il decreto rifiuti approvato dal Consiglio dei ministri a Napoli il 21 maggio scorso. Secondo i funzionari della Direzione generale Ambiente, il provvedimento risulta in contrasto con la normativa comunitaria in materia di trattamento e smaltimento dei rifiuti.
Come tutte le leggi nazionali in materia di ambiente, anche il decreto rifiuti del governo italiano è stato infatti sottoposto al vaglio della Direzione generale Ambiente della Commissione, con l'obiettivo di verificare eventuali contrasti con la normativa comunitaria. Contrasti che, secondo fonti vicine ai tecnici di Bruxelles, sono valsi una bocciatura.
Le obiezioni dell'Ue riguardano soprattutto gli articoli che contengono deroghe: alla Commissione non sono andati giù, in particolare, l'articolo 9 (relativo alle deroghe sulla valutazione di impatto ambientale per i siti che saranno adibiti a discariche) e l'articolo 18 (che prevede un lungo elenco di deroghe alla normativa vigente in materia ambientale, igienico-sanitaria, di prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, urbanistica, paesaggio e beni culturali).
I tecnici avrebbero sollevato le loro obiezioni direttamente ai rappresentanti del governo italiano a Bruxelles, indicando i punti critici del decreto. Va detto che il parere della Commissione europea non è vincolante per il governo di un Paese membro. Naturalmente, però, qualora Berlusconi e suoi ministri decidessero di andare avanti e di non ascolare i rilievi dell'Ue, si aprirebbe una procedura d'infrazione contro l'Italia. E sarebbe la seconda volta: il nostro Paese è già in procedura d'infrazione, e sempre per lo scandalo dei rifiuti. A. Bar.
Scoperto il motivo del "complice silenzio" della Chiesa di Napoli sulla gestione rifiuti e su Chiaiano
Il Parroco di Chiaiano o Don Luigi Merola, è stato intervistato da giornalisti della RAI - Ha esortato i manifestanti e parrocchiani a non farsi coinvolgere da interessi della malavita organizzata..(leggasi camorra)
La Repubblica in prima di cronaca, riporta invece la notizia che sarà il Cardinale Sepe a decidere dell'apertura della cava di Chiaiano e sapete perchè? Perchè la proprietaria della cava è La Chiesa di Napoli.
Ora vorrei capire: chi è che fa affari con la camorra. I manifestanti o la Chiesa Di NAPOLI?
Era inevitabile, era ampiamente auspicato ma in un clima di muro contro muro, ahimè accade anche questo, accade che dei cittadini, legittimamente autorizzati dal proprio buonsenso dalla propria coscienza e dal proprio disagio per le voci che corrono in queste ore circa la scelta del quartiere Chiaiano, quartiere cittadino di Napoli, come sito possibile per una discarica, scendano in strada per attirare l'attenzione della opinione pubblica su una questione così delicata e così vitale per una zona cittadina di cui si è già molto parlato in questi giorni, e accade che la polizia in tenuta anti-sommossa addirittura, carichi le persone e si renda complice di un clima di scontro iniziato con annunci non troppo civili relativamente all'uso dei militari per osservare l'ordine pubblico (dichiarazione poi ridimensionata da Bertolaso stesso).
Secondo alcuni abitanti del luogo, un consigliere comunale ed alcuni cronisti, gli agenti avrebbero caricato indistintamente un gruppo composto da centinaia di persone, colpendo anche donne e bambini. Per il consigliere comunale napoletano Carlo Migliaccio, tra i manifestanti si contano almeno 10 contusi, mentre le forze dell'ordine hanno effettuato cinque fermi, secondo quanto riferito da una fonte della Digos. Romolo Sticchi, un inviato del Tg3, ha raccontato di essere stato colpito da un agente mentre riprendeva con una telecamera la scena, poi sequestrata.